10 maggio 2016

5/10/2016
A me questi festival della fotografia piacciono tanto, perchè sono l'occasione per mettere assieme due passioni:
la fotografia (anche se, a volte, fatico a capire le opere esposte)
e i fine settimana a zonzo per l'Italia con la mia famiglia. Oltre, ovviamente, alle connesse tappe in ristoranti e trattorie per provare i piatti locali.

Per questi due + uno validi motivi, mi fa piacere segnalarti l'XI Festival di Fotografia Europea, che si terrà a Reggio Emilia fino al prossimo 10 luglio.

Ijewo, 2014, di Cristina de Middel. Dalla serie This Is What Hatred Did
Ijewo, 2014, di Cristina de Middel. Dalla serie "This Is What Hatred Did"

Di seguito riporto una "sintesi" (per quanto possibile) del programma delle mostre. Tutte le informazioni di dettaglio le puoi trovare anche sul sito della manifestazione.


FOTOGRAFIA EUROPEA 2016 - XI edizione LA VIA EMILIA. Strade, viaggi, confini
Il tema di quest’anno è La via Emilia. Strade, viaggi, confini; una riflessione sul tema della strada, partendo dalla grande arteria romana che va “dal fiume al mare” per approdare alle vie del mondo, ai luoghi di transito e di confine nella società odierna.
E' evidente il richiamo a Esplorazioni sulla via Emilia del 1986, l’opera collettiva sul paesaggio, a cura di Luigi Ghirri, con un gruppo di fotografi e scrittori che raccontava il “volto di un paese reale” segnando una pagina significativa della fotografia contemporanea.
La via Emilia. Strade, viaggi, confini - affermano i curatori - non intende soltanto aggiornare le immagini di trent’anni fa, ma soprattutto evidenziare come in questi tre decenni siano cambiati tanto il mondo quanto i modi di rappresentarlo, in particolare quanto siano cambiate la pratica e la teoria fotografica, il linguaggio attraverso il quale si esprime oggi chiunque utilizzi uno strumento fotografico. Le “strade” sono dunque contemporaneamente anche quelle della fotografia, i suoi confini, le sue frontiere, i suoi transiti 

Mostre ai Chiostri di San Pietro
1986. Esplorazioni sulla via Emilia, a cura di Laura Gasparini, presenta una selezione di opere di autori quali Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Vincenzo Castella, Giovanni Chiaramonte, Vittore Fossati, Luigi Ghirri, Guido Guidi, Mimmo Jodice, Klaus Kinold, Claude Nori, Cuchi White, Manfred Willman e il video di Nino Criscenti, così da ricreare il clima culturale di una delle esperienze più lucide ed esaltanti della storia della fotografia italiana.
Inoltre, materiali originali dell’epoca, come il catalogo, le maquette di preparazione e i provini a contatto racconteranno il lungo lavoro di ricerca sul territorio iniziato nel 1984 e terminato con la collettiva del 1986.

La rassegna si completa con la sezione 2016. Nuove esplorazioni: a testimoniare la continuità di un impegno, Fotografia Europea ha commissionato a sette autori contemporanei (Alain Bublex, Stefano Graziani, Antonio Rovaldi, Sebastian Stumpf, Davide Tranchina, Paolo Ventura, Lorenzo Vitturi) le “nuove esplorazioni” della via Emilia.

La mostra Exile presenta le opere di 24 fotografi appartenenti all’agenzia Magnum (tra i quali Werner Bischof, Robert Capa, Stuart Franklin, l'italiano Paolo Pellegrin, Abbas, Chris Steele-Perkins, Philip Jones Griffiths e Leonard Freed). Sono immagini di reportage in cui il tema dell’esilio è visto come una strada a un’unica direzione di cui è negato il ritorno, come una condizione di non appartenenza, un luogo estraneo alla propria storia e cultura. Una mostra che dalla storia arriva alle tragiche pagine dell'attualità.


Mostre a Palazzo Magnani
WALKER EVANS. Anonymous, presenta il lavoro foto-redazionale sviluppato da Evans su numerose riviste americane a partire dal 1929. Evans ha fotografato anonimi cittadini e la loro vita quotidiana, creando immagini dirette e frontali delle condizioni del paese, con uno stile austero e distaccato privo di ogni forma di idealismo romantico. I suoi intensi scatti, prevalentemente in bianco e nero, lo hanno consacrato pioniere della fotografia documentale e sono divenuti simboli della cultura americana degli anni del New Deal.

WALKER EVANS. Italia, propone 50 fotografie, tra le più famose, capaci d’ispirare il linguaggio poetico di molti dei fotografi protagonisti di Esplorazioni sulla via Emilia. A prova di ciò, sono esposti alcuni esemplari scatti degli stessi autori italiani scaturiti dalla riflessione sulla lezione del grande maestro americano, insieme a pubblicazioni degli anni trenta e quaranta che testimoniano la presenza di Walker Evans nella storia del cinema e della fotografia italiana del dopoguerra.


Mostre allo Spazio Gerra
Disco Emilia nasce da un progetto che approfondisce, da un punto di vista storico-sociale, il ventennio compreso tra i primi anni settanta e la fine degli ottanta, in cui la regione ha assistito al sorgere di un vero e proprio distretto del divertimento con oltre 35 sale da ballo nel raggio di 100 km.
A raccontare questo fenomeno sociale e culturale saranno le immagini di Gabriele Basilico, che nel 1978, con la sua serie Dancing in Emilia, ritrasse la prima fase di questo fenomeno; le fotografie del ciclo Last Night di Andrea Amadasi, Hyena e Arianna Lerussi e alcuni scatti di Antonio La Grotta da Paradise Discotheque.


Mostre a Palazzo da Mosto
La collettiva Dalla via Emilia al mondo presenta le opere di Ziad Antar, Paola De Pietri, Gulnara Kasmalieva & Muratbek Djumaliev, Kent Klich, Bettina Lockemann, Maanantai Collective, Michael Najjar, Paolo Pellegrin, Katja Stuke & Oliver Sieber. Gli autori affrontano le tematiche del viaggio e del confine, tanto nei suoi aspetti sociali quanto in quelli individuali.


Mostre a Palazzo dei Musei
Nella mostra Nature attraverso, Paolo Gioli si è misurato con gli spazi e le raccolte dei Musei Civici di Reggio, realizzando una serie di opere inedite, ottenute attraverso la tecnica del fotofinish.

La personale di Fabio Boni Vicino a noi celebra, invece, i 150 anni di vita della Croce Rossa, attraverso i ritratti dei suoi volontari.


Mostre ai Chiostri di San Domenico (fotografi emergenti)
Filippo Minelli con il progetto Padania Classics documenta il cambiamento del paesaggio architettonico contemporaneo padano dagli anni ’80 ad oggi, tralasciando volutamente paesaggi naturali e patrimonio storico.

Luca Santese e Pasquale Bove, con Italy&Italy, articolano in modo organico l’iconografia degli anni Novanta, focalizzandosi sulla vita quotidiana e mondana riminese.

Françoise Beauguion e In the country nowhere – Migrations to Europe, che analizza il tema delle migrazioni in Europa.

Ikuru Kuwajima, con Trail, che documenta il suo viaggio in auto nelle montagne del Pamir nel Tagikistan lungo il confine afgano.

Cyrus Mahboubian e Sophie Nicole Culière per Wanderlust, in cui la strada è la traccia per raccontare il passaggio dell’uomo nel mondo.


Mostre a Palazzo Casotti
Sideways, un’esposizione collettiva che riunisce sette fotografi emergenti under 35: Giulia Baczynski, Valentina D'Accardi, Martin Errichiello e Filippo Menichetti, Federica Landi, Luca Massaro, Anna Messere, Francesca Serotti e Carlotta Zarattini.


Galleria Parmeggiani
Grand Tour. Viaggio nel tempo dell’iPhoneography di Giuliano Ferrari che ripercorre e attualizza le tappe del Grand Tour, che vedeva ricchi giovani dell'aristocrazia europea, a partire dal XVII secolo, scendere in Italia per conoscere l’antichità, la pittura rinascimentale e il paesaggio, utilizzando uno smartphone.

Columnae Herculis: architetture di confine e strategie urbanistiche militarizzate, un progetto di Saverio Cantoni che affronta le strategie architettoniche e urbanistiche che coinvolgono la costruzione e il mantenimento del confine meridionale della zona demilitarizzata tra le due Coree.


Collezione Maramotti
Il progetto di Claudia Losi How do I imagine to being there? prende avvio da una cronaca di viaggio, da un reale attraversamento delle isole di S.ta Kilda nel 2012 per approdare alla costruzione di nuove mappe mentali e artefatti che costituiscono sedimentazioni mnemoniche del paesaggio.

So near, so far di Paolo Simonazzi restitusce uno sguardo originale sul territorio di Reggio Emilia, inteso come crocevia di comunicazioni semantiche, culturali, linguistiche, visuali attraverso una scelta di scatti che coprono gli ultimi vent’anni del suo lavoro.


Ospitale di Rubiera
Per strada. Fotografie di Guido Guidi sulla Statale 9, a cura di Antonello Frongia, che propone oltre 60 fotografie, scattate tra il 1983 e il 2000 da Guido Guidi sulla via Emilia e per le strade adiacenti, senza dimenticare la serie sul Teatro Bonci di Cesena realizzata nel 1984 con Luigi Ghirri, gli inediti di Esplorazioni sulla via Emilia e la serie SS9.


Ciao
Giovanni B.

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