28 settembre 2016

9/28/2016
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Sul divano di casa. Fuji X-T1 + 18-135mm
Un amico, appassionato di fotografia con un notevole talento, mi dice che la sua fotografia va a rilento: "Giusto qualche progetto fotografico, appena abbozzato e che avanza a rilento - aggiunge - troppo poco tempo".

Il motivo è sempre quello: il lavoro, la famiglia e, in particolare, i figli piccoli (splendidi!, per carità) che assorbono ogni minuto, e di tempo libero, da dedicare alla fotografia, non ne rimane.

A casa di amici. Fuji X-A2 + XC16-50mm

Eppure, la soluzione potrebbe essere lì, davanti ai tuoi occhi, ed è la fonte stessa del "problema"; non dico il lavoro, ma la famiglia, i figli, perchè non trasformarli nel tuo progetto soggetto fotografico?
(Oltretutto, tra trent'anni, quale foto ti scalderà di più il cuore? Quel paesaggio in HDR già adesso passato di moda, lo scatto di street photography oggi tanto in voga, o il tuo bimbo che dorme abbracciato al suo orsetto preferito?)

Gita fuori porta a Monterano Antica. Fuji X-E1 + XF18-55mm

Io te lo butto lì, come suggerimento non richiesto: trasforma la tua famiglia (tua moglie, i tuoi figli, i tuoi genitori) nel tuo progetto soggetto fotografico.

E aggiungo: perchè non provi a fotografarli senza abbandonare lo stile, o il genere, che più ti piace?
Certo, se ti piace la street photography non dovresti avere problemi a riadattarne lo stile alle mura domestiche, idem per il ritratto o la food photography. Magari qualche difficoltà in più la trovi se il tuo genere è la fotografia naturalistica, ma ci si può lavorare.

Al bar. Fuji X-E1 + XF35mm

Al ristorante americano. Fuji X100T

Che ne pensi? Fammi sapere.
Giovanni B.


(N.B.: questo post è stato pubblicato la prima volta il 28.09.15 alle 21:39)

8 commenti:

  1. gran bell'articolo Giovanni, come sempre! Faremo di necessità virtù!!!

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  2. Quella di impegnare la propria passione e miscelarla con la propria vita è una bella cosa, sicuramente un ottimo consiglio.
    Mi permetto solo di valutare bene l'utilizzo della parola "progetto".
    Non sempre le proprie immagini possono essere ricondotte ad un progetto e molto spesso si fa l'errore di considerarle tali.
    La propria vita, la propria famiglia, tutto ciò che ci circonda, può essere assimilato ad un genere, molto ben definito e che è tra i più difficili da realizzare, la "fotografia di famiglia".
    Fatene ricerca, scoprirete un mondo totalmente nuovo che troppe volte non è considerato. ;)

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    1. Ciao Angelo,
      osservazione più che corretta e, di conseguenza, ho sostituito il termine progetto con "soggetto". Grazie!
      Quanto alla "fotografia di famiglia" cercherò di dedicarle un po' più di spazio: ogni intervento o commento in materia sarà ben acetto.

      Ciao
      Giovanni

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  3. Ottimo suggerimento!
    valido anche per fissare nel tempo il sorriso di un nonno o una nonna che adesso abbiamo ancora la fortuna di avere con noi...

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  4. Sono d'accordo, Giovanni, la casa e l'ambiente familiare offrono soggetti e oggetti degni di tutta la nostra attenzione e, quanto più saranno lontani i tempi in cui abbiamo scattato le foto, tanto più ci farà piacere rivederle, ricordare cose e persone che sono cambiate o non abbiamo più accanto a noi. Una cosa che amo molto, poi, è vedere il contesto in cui la gente viveva, anche nelle foto di genitori, nonni, amici, è bello inquadrare anche un po' della casa, degli ambienti e della loro caratterizzazione a seconda di chi li abitava.

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    1. Condivido Francesco. A volte tendo troppo a stringere l'inquadratura, perdendomi i dettagli del nostro vivere. Invece è bello rivedere un po' dei nostri ambienti, anni dopo. Trovo fondamentale, e a volte drammatico, il rapporto tra fotografia e memoria. Ciao!

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