6 giugno 2015

"Perchè l'iPhone mi ha reso un fotografo migliore".
Non lo dico io, che l'iPhone neppure ce l'ho, ma David Hume Kennerly, fotografo e fotogiornalista (e, prima di contestarlo, date un'occhiata al suo curriculum vitae).

Fotografia in controluce con lo smartphone
Scesi dalla macchina, i bambini si mettono a giocare con la fontana. Questione di un attimo, "guardatemi, fermi così". E la foto è fatta | Google Nexus S + Vignette

E in un'intervista a Shutterbug spiega il perchè:

"Anzitutto, con l'iPhone hai una sola focale a disposizione, e quindi devi avvicinarti - e avvicinarti al soggetto è sempre una buona cosa; oppure devi fare un passo indietro. Tu sei lo zoom del tuo obiettivo."

Avere l'iPhone sempre a portata di mano obbiga, paradossalmente, ad essere più selettivo: "La cosa più importante è che mi domando: perchè sto scattando questa fotografia? Di cosa parla questa foto? E inizio ad essere più attendo a quello che mi circonda e a quello che stavo guardando. Non lo facciamo mai abbastanza, indipenentemente dalla macchina fotografica."

"Il semplice fatto di non girare con troppa attrezzatura ti aiuta, automaticamente, a migliorare come fotografo. Ho un flusso di lavoro molto agile, e sul lavoro porto solo ciò di cui ho bisogno. Non voglio assomigliare ad un albero di Natale addobbato con delle Canon. La semplicità è il marchio di fabbrica di una carriera fotografica."

Kennerly usa poche applicazioni, Hipstamatic, 6x6, e Pro HDR: "E' meglio conoscere bene poche applicazioni. Puoi sempre sperimentare per provare qualcosa di nuovo, ma è meglio trovare quello che realmente ti piace e proseguire su quella strada. L'essenziale delle fotografie è il contenuto, non la vignettatura o degli strani colori o chissà che altro. Le applicazioni non ti renderanno un fotografo migliore. Possono far sempbrare una foto noiosa un po' più interessante, ma non sostituiscono una buona foto, costruita attorno ad una storia o ad un contenuto."


A questo punto, buon fine settimana, e buone foto con il vostro smartphone.
Giovanni B.

0 commenti:

Posta un commento