15 marzo 2015

Anni fa, quando il digitale ancora non esisteva, era normale scegliere una determinata pellicola non solo in funzione delle condizioni di luce attese, ma anche dei toni, del contrasto e della grana che si desiderava ottenere.

Simulazione di cross-process su Fuji Superia 200 con DxO FilmPack3

A quel tempo, le mie scelte erano cadute - principalmente per emulazione, lo riconosco - sulla Fuji Velvia 50, rigorosamente esposta a 40 iso come consigliato da molte riviste, e sulla Fuji Provia per quanto riguarda il colore, mentre per il bianco e nero avevo tradito Fuji per la Kodak T-MAX P3200.

Quella della scelta della pellicola è stata un'esperienza che ho rivissuto qualche giorno fa, quando mi sono messo a giocherellare con DxO FilmPack 3, un software che permette di simulare la resa di alcune pellicole (un bel numero, devo dire).

L'avevo scaricato più di un anno fa ma non l'avevo mai messo alla prova: rientrava, per me, nella categoria "filtri tipo instagram", ovvero una "roba poco seria" (che poi, invece, i vari "filtri tipo instagram" mi piacciono).
Provatolo, mi sono reso conto che appartiene ad una categoria ben diversa, che apre prospettive interessanti, quanto meno da esplorare (perchè io mi sono limitato a scalfirne la superficie, applicando i preset proposti e senza neppure guardare le diverse personalizzazioni possibili)

Questa qui sotto è la foto dalla quale sono partito: alla fine non ho scelto solo una pellicola (Fuji Superia 200), ma ho anche applicato un diverso sviluppo (c.d. cross-process). E il risultato, la fotografia di apertura, non mi dispiace.

Fiore di melocotogno in primavera


Giovanni B.

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