12 dicembre 2014

12/12/2014
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Jonathan Jones è un giornalista inglese e un critico d'arte che, dal 1999, scrive sul The Guardian. E non ama che si parli di fotografia come di una forma d'arte.

La fotografia Phantom, di Peter Lik, battuta per 6,5 milioni di dollari
"Phantom", di Peter Lik. Venduta per 6,5 milioni di dollari.

Concetto espresso, senza giri di parole, in novembre con un articolo dall'eloquente titolo "Flat, soulless and stupid: why photographs don’t work in art galleries", ovvero "Piatte, senz'anima e stupide: perché le fotografie non funzionano in una galleria d'arte".
Dopo aver riconosciuto che "la fotografia è un miracolo dell'epoca moderna" e che, "intendiamoci: le fotografie viste sulla pagina di una rivista o su di uno schermo sono affascinanti", prosegue:
«Una fotografia in una galleria d'arte è una piatta, senz'anima, superficiale sostituta di un dipinto.»
e, siccome il concetto potrebbe non essere sufficientemente chiaro:
«I dipinti richiedono tempo e fatica, complessità materiale, profondità strutturla, talento e mano, immaginazione e "consapevolezza". Un bel dipinto è una cosa ricca e piena di vigore. Una fotografia, per quanto ben illuminata, per quanto sapientemente strutturata, ha un solo livello di contenuto. E' tutto lì, sulla superfice. La vedi, ce l'hai. E' assurdo pretendere che questa rapida gestione della luce abbia la stessa profondità, anima, o che ripaghi quanto un dipinto del Carvaggio - giusto per citare un pittore che così tanti fotografi emulano.»
Poteva anche bastare, no?
Purtroppo, però, qualche giorno fa, ad un asta, una fotografia di Peter Lik è stata battuta per 6 milioni e mezzo di dollari. La cifra, più che la foto, ha stupito molti (anche me), ma per Jonathan è stato un vero assist: "The $6.5m canyon: it's the most expensive photograph ever – but it's like a hackneyed poster in a posh hotel", ovvero "Il canyon da 6,5 milioni di dollari: la fotografia più costosa di sempre - ma è come un poster dozzinale in un hotel snob".
In sintesi:
«La fotografia non è arte. E' tecnologia. Non possiamo ignorare questa evidenza nell'era delle fotocamere digitali, che ha messo a disposizione di milioni di persone incantevoli effetti ed immagini ad alta definzione. Con il mio iPad posso scattare fotografie panoramiche bellissime. Sono, per questo, un artista? No, ho semplicemente un tablet fantastico.»
Jonathan Jones non è uno stupido, proprio per nulla, e  - se la cifra di 21,9 miliardi di foto caricate, in un anno, su Instagram riportata da PhotoWord (dai un'occhiata, è divertente!) è attendibile - probabilmente condivido il suo pensiero per più del 99,9% delle fotografie circolanti, mie incluse.

Ma per il restante 0,1% (che è, comunque, una bella quantità di foto, ed è quella che prende di mira il nostro critico) no, perchè è indubbio che anche il fotografo affronta una sfida creativa e tecnica pari a quella di qualsiasi altro artista. E, in questi casi, confondere l'atto fotografico con il "click" sul pulsante di scatto è veramente riduttivo, troppo riduttivo!
Almeno, io la penso così.

Buona notte, e buon fine settimana.
Giovanni B.


PS: Su di una cosa, però, sono d'accordo con Jonathan Jones: «Someone has been very foolish with their money, mistaking the picturesque for high art.» Lo lascio in inglese (tanto si capisce), perchè l'ha scritto lui, non io.

5 commenti:

  1. Io penso che questi siano argomenti così tanto soggettivi che è sempre pericoloso avventurarsi in certi discorsi!
    Io fotografo a livello alquanto amatoriale, ma ci sono delle foto che mi emozionano molto più di un quadro dipinto!

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    1. Concordo, Davide. Per molti lo scatto è fare "click" sul pulsante di scatto per immortalare un momento (e va benissimo); per altri il momento dello scatto è solo una fase (che inizia prima, con un'idea astratta in mente, e si conclude dopo, terminata la post produzione e la stampa) di un processo creativo ben più lungo.

      Ciao
      Giovanni

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  2. Penso che il Sig. Jonathan Jones abbia le idee un poco confuse, ciò che più mi avvilisce è che è un critico d'arte....!!!!
    Dopo quaranta anni di "mestiere" e ora ritornato alle gallerie queste affermazioni mi hanno indotto a scriverne per quanto molto restio a questa pratica ma, quando è troppo.......
    Una fotografia tecnicamente perfetta non è necessariamente una fotografia artistica l'atto artistico con qualsiasi medium si voglia creare (per sintetizzare al massimo) è una forma di comunicazione del più profondo sentire dell'autore che attraverso l'opera cerca di trasmettere al fruitore.
    Quindi le apparecchiature super sofisticate in grado di produrre immagini fotografiche ineccepibili dal punto di vista tecnico non centrano assolutamente nulla. E questo è il primo stato confusionale del critico già citato.
    Il secondo riguarda il mercato dell'arte che ha logiche ben precise essendo appunto un mercato e quindi con scopi di lucro, per la fotografia di Peter Lik, che è stata battuta per 6 milioni e mezzo di dollari, posso anche essere d'accordo sul fatto che potrebbe assomigliare ad un poster ma, anche in questo caso non ha nulla a che fare col determinare se il medium fotografico possa o non possa essere considerato a far parte dell'arte. Il confronto con i dipinti è assolutamente fuori luogo ...è come se si affermasse che un buon libro lo è solo se scritto manualmente e non può esserlo se stampato.
    Non mi dilungo oltre non vorrei tediare più di tanto.
    Buona luce a tutti
    Roberto Spotti

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  3. Penso che questa frase( non ricordo l'autore) dica più di mille parole:"nessuna statua è mai stata eretta per un critico, ma solo per chi è stato criticato" ;) Roberto M.

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  4. D'accordissimo con te, non vanno confuse le fotografie dozzinali con quelle dei grandi fotografi, come non vanno confusi i pittori della domenica con i grandi artisti.

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