21 dicembre 2014

12/21/2014
Piccole, leggere, poco appariscenti, per nulla aggressive... i punti di forza delle mirrorless li conosciamo a menadito. Ma le Leica M, che erano mirrorless ben prima che questo termine fosse pensato, hanno altre caratteristiche che le rendono uniche.

La Leica M-E

Alcune delle principali ce le elenca il fotografo Craig Semetko in questo breve video. La prima è scolpita nel nome della fotocamera: la "M", infatti, sta per
"Messsucher ... il termine tedesco che indica la combinazione mirino/telemetro, in grado di mostrare l'azione anche all'esterno dell'inquadratura. Così potete vedere la scena in divenire, impostare la ripresa e mantenere un'interazione più diretta col soggetto." (Fonte Leica)


Oltre a questo, o assieme a questo, il mirino ottico, che permette di avere l'immagine inquadrata tutta perfettamente a fuoco mentre si compone lo scatto. (Entrambe le caratteristiche, devo dire, sono state "copiate" piuttosto bene da Fuji sulla sua X-Pro1 e sulla serie X100).

C'è, infine, il sistema di messa a fuoco, manuale a telemetro, unico nel suo genere e che, a quanto si legge, rappresenta uno dei principali ostacoli per chi passa al sistema M; per chi ha qualche anno ed era già abituato a mettere a fuoco con l' "immagine spezzata" non mi sembra, tuttavia, un problema insormontabile.

L'unica cosa insormontabile, se mai, continua ad essere il prezzo di un kit fotocamera-obiettivo. Ma questo è, assolutamente, un altro discorso.


Giovanni B.

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