15 luglio 2014

Quando era un ragazzino, una manciata di anni fa, la doppia esposizione si otteneva bloccando l'avanzamento della pellicola tra uno scatto e l'altro, cosa tutt'altro che facile quando era proprio l'avanzamento della pellicola a ricaricare l'otturatore. Inoltre, era necessario qualche calcolo per azzeccare l'esposizione, ma la "tolleranza" delle pellicole - in questo - mi ha sempre dato una mano.

Doppia esposizione con Holga

Poi è arrivata la Holga, e tutto è stato più semplice. Anzi, la vera difficoltà era evitare la doppia (triplia, quadrupla) esposizione! perchè, con la Holga, dovevi ricordarti di fare avanzare la pellicola dopo lo scatto, non il contrario. E questi due (qui, sopra e sotto) sono solo alcuni dei doppi-scatti che ho, più o meno volontariamente, realizzato.

Fuochi d'artificio

Anzi, con la Holga si poteva anche far avanzare la pellicola in modo incompleto, ottenendo una parziale sovrapposizione dei fotogrammi, quella striscia di immagini che, con Angie di Pinkiestyle, chiamammo roll-shots.

Doppia esposizione con Holga
roll-shots con Holga
Infine, è arrivato il digitale, e siamo ai giorni nostri. Ma la doppia esposizione, quando ben realizzata, ha ancora una sua unicità e validità espressiva. Ovviamente, si può fare anche ai giorni nostri e, ovviamente, si può fare con Photoshop che, altrettanto ovviamente, non solo rende possibile la doppia esposizione, ma ne amplifica le potenzialità.
Questo tutorial, di phlearn.com, vi guida passo-passo in questa avventura, oltre ad essere un'ottima occasione per imparare qualche trucco per sfruttare veramente a fondo le potenzialità di Photoshop. Ovviamente è in inglese, ma con Photoshop aperto si seguono bene tutte le fasi della lavorazione; inoltre, alla pagina che ho linkato, qualche riga più sopra, c'è un riassunto "scritto" della lezione, che aiuta a seguire meglio il parlato.


(Detto tra parentesi, phlearn.com è un sito ricco di video-lezioni, che permettono di imparare ad usare bene photoshop senza spendere una lira. E non sono neppure pagato per scriverlo!)


Giovanni B.

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