2 aprile 2014

Portare la Fuji X-E1 alla Maratona di Roma non è stata la mia idea più brillante. E quando Giove Pluvio si è scatenato me la sono vista brutta. Però, tra qualche difficoltà, mi sono divertito (e mi sono convinto ancora di più che il 18-55mm è uno spettacolo).

37 km: sorridono ancora! (f/7.1 - 1/160s - 250iso)

Ma riavvolgiamo il nastro e partiamo dall'inizio. Domenica 23 marzo scorso sono ha fotografare la Maratona di Roma (di correrla non mi passa neppure per l'anticamera del cervello). Le previsioni dicono, inesorabilmente, pioggia.
La Canon 7D l'ho venduta da un pezzo; peccato, sarebbe stata perfetta: tropicalizzata e con un autofocus da paura. In casa ho una Canon EOS 1Ds Mark II con il 28-70mm f/2.8L, e la Fuji X-E1 con il 18-55mm. Soppeso le due e non ho dubbi: la pigrizia vince sulla ragione.
Per proteggere la X-E1 dall'annunciata pioggia acquisto, a pochi euro, una copertura in plastica, confidando nella buona stella e, quindi, nel fatto che non dovrò utilizzarla. Previsione, ovviamente, assolutamente errata.

Domenica 23 marzo piove, e piove a dirotto.

Usare la X-E1 con la copertura in plastica si rivela arduo; il mirino è inutilizzabile (non per colpa sua) e posso utilizzare solo il monitor che, dietro un telo di plastica completamente bagnato, non è proprio visibile. Tutto sommato, però, la X-E1 con la pioggia si comporta anche bene; sconsiglierei di replicare il test, ma se beccata ben più di qualche goccia di pioggia, e non ha fatto una piega.
Gli atleti devono ancora iniziare il loro riscaldamento: aspettano sotto la pioggia, o si scambiani gli ultimi consigli con l'allenatore. Li raggiungo e faccio qualche scatto: tutto bene, l'autofocus li aggancia rapidamente e (lo verificherò dopo a casa) con precisione.

Ultimi consigli prima della partenza (f/4 - 1/160s - 320 iso)
Inizia a piovere. Chi può, si copre (f/4.5 - 1/160s - 500 iso)
Purtroppo, però, ad un certo punto decidono di mettersi a correre (in effetti li chiamano anche corridori) e, lì, iniziano le difficoltà: l'autofocus aggancia sempre il soggetto, ma non ha la capacità di prevederne lo spostamento e regolare, di conseguenza, il punto di messa a fuoco.

Blando riscaldamento: l'AF regge abbastanza (f/4.5 - 1/160s - 800 iso) 
AF sul 42: slightly out of focus (f/6.4 - 1/110s - 1600 iso)
E' un limite della X-E1; si sapeva, ma dovevo verificarlo di persona (sì, sono cocciuto). Conseguenza? Foto leggermente fuori fuoco (e Capa mi perdoni).
Cerco posizioni favorevoli (una curva alla fine della salita, dovranno rallentare?) e mi "puntello" sui soggetti statici e sui colori; ho  chiuso il diaframma (ho lavorato tra f/6.4 e f/7.1) per recuperare un po' di profondità di campo, ma non sempre ho potuto prefocheggiare (dovendo scattare più foto al medesimo atleta che ti si avvicina, serve a poco: tranne qualche colpo fortunato, il risultato va bene per il web e per la stampa 15x18cm, ma non oltre...

In curva alla fine di una salita: anche questi mostri dovranno rallentare, o no? (f/6.4 - 1/160s - 200 iso)
Punto sui soggetti statici... (f/6.4 - 1/280s - 200iso)

... e sui colori ... (f/6.4 - 1/170s - 200iso)
...  o prefocheggio (f/6.4 - 1/160s - 400s)
In caso contrario, il soggetto (il n. 42) è sempre un poco fuori fuoco (f/7.1 - 1/160s - 320iso)
Per mia fortuna anche i maratoneti, prima o poi, si fermano (e Giove Pluvio esaurisce le sue scorte d'acqua), e quando ci sono da fare ritratti (o robe simili) la X-E1 torna a splendere. Anche con il "semplice" (ma fenomenale) 18-55mm in kit.

Datemi un atleta sorridente, e la X-E1 (con il 18-55) torna a splendere (f/5.6 - 1/160s - 400iso)
Morale della favola: la Fuji X-E1 non è la scelta più indicata per fotografare un atleta in azione veloce. Si può fare (tutto si può fare), ma non è la scelta più comoda. Ma quando l'atleta si ferma (e prima o poi si ferma, è garantito!) e vi chiede un ritratto, la Fuji X-E1 si fa perdonare tutto.


Giovanni B.

1 commenti:

  1. Comunque sono belle anche se la pioggia ti ha procurato qualche problema. Ottimo reportage!

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