2 dicembre 2013

12/02/2013
Il numero di dicembre-gennaio della rivista on-line f11 ospita la recensione di Tony Bridge (fotografo e artista neozelandese) della nuova Fujifilm X-E2. Io mi limito a riportare (e a tradurre) le sue conclusioni; a chi desidera approfondire l'argomento (o trovare la risposta alle domande "vale la pena passare dalla X-E1 alla X-E2?" e "qual è il migliore convertitore per i file RAW della Fuji X?") consiglio di leggere l'intero articolo su f11 (tenete presente che è uno degli X-photographers, quindi probabilmente un po' innamorato della serie X). Si trova a pagina 12 e il download della rivista, lo ricordo, è gratuito.

La Fuji X-E2 nella versione argento

«Ad un osservatore superficiale questo (la X-E2, n.d.r.) può sembrare un lifting di mezza età per la serie X-E, ma mi permetto di dissentire. Questa non è un'operazione di facciata. Questa è una fotocamera estremamente evoluta, che aspetta solo di essere portata al lavoro per produrre risultati di alta qualità, a livello di quelli dei giocattoloni più ingombranti, mantenendo una dimensione ed una forma che non incutono timore. Tutte le scocciature della versione precedente sono state risolte, ed il nuovo processore e tutte le altre innovazioni introdotte rendono questa fotocamera estremamente performante. ... Fujifilm ha abbracciato la filosofia del "pixel migliori, non più pixel", e i risultati si vedono. Per un sensore APS-C da 16 megapixel i risultati sono incredibili, indubbiamente alla pari con le reflex digitali full frame.»


Giovanni B.

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