20 ottobre 2013

Il fotografo Chris Oaten ha portato la Panasonic GX7 all'Isola Fraser e ne è tornato con una raccolta di immagini e brevi time-lapse da quella lingua di sabbia che gli aborigeni consideravano il paradiso. E queste immagini mi inducono qualche riflessione sul futuro del sistema micro quattroterzi.


E ora veniamo alle "riflessioni" sul futuro del sistema M4/3. Qualche giorno fa, in occasione della presentazione delle Sony A7-A7R, il fotografo malese Ming Thein commentava
"Yes, it’s slightly lighter than an E-M1, and about the same size – which significantly erodes the reason for going M4/3".
("Sì, è leggermente più leggera della E-M1, e circa delle medesime dimensioni - il che rende più difficile giustificare il passaggio al micro quattro-terzi").
Sony da tempo riesce a fare miracoli con le dimensioni della sue mirrorless: la NEX 6 o la NEX 7, che adottano un sensore APS-C, ne sono un chiaro esempio. Ora, in un corpo compatto come quello della Olympus OM-D E-M1 (che ha un sensore M4/3), è riuscita addirittura a mettere un sensore full frame.

Ma il sistema M4/3 ha un vantaggio indiscutibile, sui sistemi basati su sensore APS-C o full frame, per quanto riguarda la possibilità di contenere dimensioni e peso delle lenti, vantaggio che rimarrà fino a quando non sovvertiremo le leggi della ottica o non troveremo nuovi modi per progettare gli obiettivi.
Ed è un vantaggio non da poco, soprattutto per chi viaggia o vuole avere sempre la macchina fotografica a portata di mano..
E, visti anche i progressi di Panasonic e Olympus nel tenere sotto controllo il rumore al crescere degli ISO, personalmente credo che questo sistema avrà vita lunga.


Giovanni B.

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