8 agosto 2013

Premessa: in questa prova della Fuji X20 ci sono un sacco di foto. Quindi, se siete di corsa, vi anticipo le conclusioni, oppure potete saltare direttamente ad uno degli argomenti che più vi interessa cliccando qui: modalità macro, ritratto, stabilizzazione ottica, colori e tonalità, ISO e rumore, filtri creativi, video, ergonomia, mirino ottico.
Se, invece, avete un po' di tempo, vi invito a leggere e - se vi piace - a condividere. Grazie.

La Fuji X20 colore nero

Le mie conclusioni: Se siete alla ricerca di una point and shot lasciate stare;  ci sono un sacco di alternative alla Fuji x20, più compatte e che vi faranno pure risparmiare qualche soldino. Ma se volete fotografare, la X20 è una compatta ottimamente realizzata, con una notevole qualità d'immagine e che vi può dare grandi soddisfazioni. Al punto che si tende a dimenticare troppo facilmente che ospita un piccolo sensore da 2/3" (piccolo, ma ben più grande di quello che troviamo, abitualmente, sulle compatte).

La fotografia, soprattutto quando è passione e non professione, tocca le corde dell'emotività ben più di quelle della ragione. Per questo motivo la mia prova della Fuji X20 inzia in un modo un poco anomalo:

«La X20? Ha una modalità macro da paura, incredibile su di una compatta.»

Questo è l'aspetto che mi ha colpito di più, ed è da questo che voglio partire per parlare di questa "strana" compatta. Come è andata? Non appena arrivata ho aperto il pacco (molto elegante e gratificante: la Apple ha fatto scuola in moli piccoli particolari) e, in mancanza di alternative da "fotografo impegnato", sono uscito in giardino. Ho messo in modalità macro, ho guardato un po' in giro e, trovato il mio "soggetto" (per nulla originale), mi sono avvicinato, ho focheggiato e scattato.

«Beh, se è riuscita a mettere a fuoco mi posso avvicinare ancora un po'» ho pensato. E così ho fatto: mi sono avvicinato e ho scattato.

Fotografia di fiore di tarassaco
ISO 100 - f/2.2 - 1/240s - 30mm Modalità macro 1 cm

E allora, ancora più vicino: e qui mi sono dovuto fermare, perchè ero letteralmente finito dentro questo finto batuffolo di cotone.

Macro fotografia di un soffione con la Fuji X20
ISO 320 - f/5.6 - 1/125s - 30mm Modalità macro 1 cm

Ma la sorpresa non era finita, perchè dopo dopo aver scattato ancora un po' in giro per il giardino, ho copiato le foto sul pc ed ho iniziato ad ingrandire l'immagine... ancora un po'... ancora un po'... e non credevo ai miei occhi: c'è tutta questa roba in questa foto?


Lo so, lo so, il crop al 100% di un'immagine non serve a nulla, ma è bello immergersi virtualmente in una fotografia e scoprire un sacco di dettagli. E se pensate che "sì, ma in modalità macro è facile", eccovi serviti: prima la foto di questo seme...

ISO 160 - f/4.5 - 1/125s - 30mm Modalità macro

Macro fotogafia con la Fuji X20

... poi di un'irrigatore che prova a salvare il prato dalla calura infernale di questo inizio d'agosto.

ISO 160 - f/2.8 - 1/125 - 117mm

Macro fotografia con la Fuji X20 di fili d'erba con gocce di pioggia

Insomma, la Fuji X20 è evidentemente in grado di restituire una grandissima quantità di dettagli.

Bene, fino a qui mi sono divertito Ma ammetto molto serenamente che la fotografia di un soffione (l'infruttescenza del tarassaco per chi ha studiato), di un seme o di uno spruzzo non mi dice nulla.

Se porto spesso una macchina fotografica con me, infatti, non è per fare poi il crop al 100% delle foto scattate e per spulciare ogni pixel, ma unicamente per fissare, nel tempo e nelle spazio, l'unicità delle persone che amo, o di quelle che mi incuriosiscono, o che ammiro... C'è chi non è d'accordo con me, e ci mancherebbe, ma ho trovato anche chi è riuscito ad esprimere i miei pensieri meglio di quanto io possa pensare di fare (se ti interessa, leggi ("Photographing your family with the BEST photo equipment you can afford").
E quindi, ecco la X20 alla prova per me fondamentale: il ritratto fotografico. Una prova non facile, perchè per far risaltare il soggetto voglio sfuocare lo sfondo e, in questo, la Fuji ha l'ostacolo - fisico - delle dimensioni del sensore. Ma, tutto sommato, grazie alla ottima apertura del diaframma e giocando un po' con la lunghezza focale e le distanze tra soggetto, sfondo e macchina fotografica, il risultato mi ha soddisfatto ampiamente (anche se non ci si può, ovviamente, aspettare la profondità di campo di un sensore APS-C a parità di lunghezza focale e di apertura del diaframma).

Ritratto fotografico
ISO 160 - f/2.8 - 1/125 - 117mm

Ritratto fotografico
ISO 160 - f/2.8 - 1/125 - 117mm

Con questi risultati la modalità di scatto denominata "pro a fuoco", che sfuoca artificialmente lo sfondo, è inutile. E non mi è neppure piaciuta tanto, dal momento che - in più di un caso - mi ha creato dei brutti artefatti nelle zone di confine tra il soggetto e lo sfondo. Come in questo caso.

Modalità "pro a fuoco" con la Fuji X20
ISP 200 - f/2.8 - 1/800 - 50mm


Mannaggia: ancora un dettaglio al 100%, ma in questo caso mi sembrava necessario.

Torniamo alla fotografia. Quando si fotografa con la focale più lunga, come nei due ritratti più sopra, si apprezzano due cose: la possibilità di impostare il tempo minimo di scatto selezionabile dalla fotocamera (utilissimo per chi, come me, fotografa spesso in priorità di diaframma) e il sistema di stabilizzazione, che mi è parso efficace in ogni situazione.


Entrambi i fattori contribuiscono, con sensore e ottica, all'elevata nitidezza delle immagini che la Fuji X20 è in grado di fornire.
Alla bellezza delle immagini contribuisce in maniera determinante un altro elemento: la ricchezza dei colori. Fuji ha una lunga tradizione nel campo delle pellicole fotografiche (Provia, Astia e Velvia sono nomi in grado di suscitare più di un ricordo in molti fotografi) e ha provato a riproporre questa esperienza nel mondo digitale; così sulla Fuji X20 troviamo la possibilità di replicare toni e colori della Provia, Velvia, Astia e di altre pellicole famose.
Pur avendo fotografato abbastanza con la Velvia, che 22 anni fa impostavo a 40 ISO perchè faceva tanto "fotografo serio", e con la Provia, non saprei dire se le impostazioni digitali riproducono fedelmente toni e colori delle pellicole, ma di sicuro quello che ho visto mi è piaciuto. Di seguito una carrellata di fotografie (è piuttosto lunga, ma a fotografare con la X20 ci si diverte e il tempo passa veloce); la prova, comunque, prosegue una ventina di foto più in basso.

Fotografia di un boccale di birra
ISO 100 - f/2.2 - 1/300 - 40mm

Fette di pane in un cestino
ISO 1600 - f/3.2 - 1/125 - 117mm

Fiore di glicine
ISO 250 - f/2.8 - 1/90s - 117mm

Macro fotografia del fiore di oleandro
ISO 100 - f/3.6 - 1/150s - 30mm

Fiore di campo controluce
ISO 200 - f/3.6 - 1/480s - 30mm

ISO 100 - f/3.6 - 1/420s - 30mm

ISO 100 - f/3.6 - 1/320s - 30mm

ISO 100 - f/3.2 - 1/220s - 30mm

Fotografia di canne di bambù
ISO 100 - f/2.8 - 1/1300s - 30mm

Vitigno su palizzata bianca
ISO 100 - f/2.8 - 1/900s - 30mm

Fotografia di fiore di ortensia rosa
ISO 100 - f/2.5 - 1/170 - 55mm

ISO 200 - f/2.8 - 1/125s - 30mm

Fiore di ortensia rosa intenso
ISO 100 - f/2.8 - 1/125s - 117mm

Fotografia di petalo di papavero
ISO 640 - f/2 - 1/125s - 30mm

ISO 250 - f/2.8 - 1/300 - 117mm

Salvagente e piscina
ISO 100 - f/2.8 - 1/180 - 117mm

Macro fotografia di bocciolo di rosa con la Fuji X20
ISO 100 - f/5.6 - 1/140s - 30mm

ISO 100 - f/2.8 - 1/1200s - 40mm

Sentiero tra le canne palustri
ISO 200 - f/4.5 - 1/30s - 100mm

Due papaveri
ISO 250 - f/2.8 - 1/240 - 30mm

Rieccomi qui, pronto a parlare di ISO e rumore del sensore. Già avete visto la fotografia di una fetta di pane a 1600 iso, e vi assicuro che non è male neppure a pieno formato. Però, anche se fino a 6400 iso è tutto usabile (e si può arrivare a 12800), il limite - almeno per me - è proprio a 1600 iso, al massimo. Se possibile, però, consiglierei di non superare gli 800 iso. Non dimentichiamoci che è pur sempre una compatta, e che lo stesso identico consiglio ve lo darei parlando della Canon EOS 7D (giusto per citare una macchina che conosco bene). Inoltre, quello che si ottiene a 100 iso è talmente bello che, potendo, non ne sacrificherei neppure un po'.
Qui sotto alcune immagini a diverse sensibilità; le ho dovute ridurre a 1200 pixel di larghezza (cliccateci sopra per ingrandirle), ma un'idea la possono fornire ugualmente.

Fuji X20 ISO 100
ISO 100

Fuji X20 ISO 400
ISO 400

Fuji X20 ISo 800
ISO 800

Fuji X20 ISO 1600
ISO 1600

Fuji X20 ISO 3200
ISO 3200

Fuji X20 ISo 6400
ISO 6400

E' arrivato il momento di parlare dei filtri. Sì, anche Fuji si adegua (inevitabilmente) alla moda del momento e ha corredato la sua X20 di una serie di "filtri creativi". Ma, permettetemi il paragone, è come coprire una bella spigola al sale con il ketchup: adoro il ketchup, ma va sulle patatine fritte, non su di una spigola. E' assurdo rovinare l'immagine, uno dei punti di forza di questa macchina (se non si è capito), con un filtro da smartphone (e, sia chiaro, non ho nulla contro gli smartphone).

Fuji X20 modalità creativa
Filtro modalità creativa

Fuji X20 modalità creativa
Filtro modalità creativa

Fuji X20 filtro creativo
Filtro modalità creativa

Fuji X20 doppia esposizione
Modalità creativa - Doppia esposizione

Molto, molto più sensato giocare con i tempi, i diaframmi e con la lunghezza focale (ad esempio, "zoomando" mentre si scatta con un tempo lungo). O con la simulazione delle classiche pellicole Fuji.

Rami di salice piangente
ISO 100 - f/10 - 1/20s - 40mm

Rami di salice piangente
ISO 100 - f/10 - 1/60s - 40mm (ritoccati i livelli in pp)

Bacche di rosa rugosa
ISO 100 - f/10 - 1/7s - 30-107mm

Fuji X20 simulazione Velvia
ISO 100 - f/2.2 - 1/900s - 30mm - Simulazione pellicola Velvia

E, ovviamente, la Fuji X20 può fare video, FullHD  e tutte quelle cose lì. Li fa anche bene, ma non consente alcun intervento manuale. Diciamo che avete un'ottima macchina fotografica per fare fotografie che, all'occorrenza, permette anche di registrare dei buoni video. Ma se il vostro obiettivo principale fosse la registrazione di video, onestamente avrei altre fotocamere da consigliarvi.


E, sì!, il bianco e nero della Fuji è splendido anche nei video.

Restano ancora un paio di cose da dire. La prima è sull'ergonomia. La Fuji X20 è una compatta, ma non troppo. Fisicamente si avvicina molto alle dimensioni della Panasonic GX1: se, da un lato, non la potete infilare nella tasca dei jean, dall'altro rende più sicura l'impugnatura e più agevole la pressione dei pulsanti. Grazie alle due ghiere sul dorso, ed all'utilissma ghiera per la compensazione dell'esposizione accanto al pulsante di scatto e "a portata di pollice", modificare le impostazioni di scatto è veramente veloce (per inciso, la regolazione della compensazione dell'esposizione è una funzione comodissima e permette di intervenire sull'immagine correggendo l'esposizione in modo piuttosto intuitivo per ottenere il risultato desiderato sin dalla fase di scatto).

Fotografia del dorso della Fuji X20

Anche cambiare al volo altri settaggi, ad esempio l'ISO, o la modalità di misurazione dell'esposizione, è piuttosto immediato grazie al pulsante "Q" per l'accesso rapido alle voci del menu. La ghiera secondaria, inoltre, consete di cambiare abbastanza agevolmente il punto di messa a fuoco; dico "abbastanza" perchè è un'operazione che avviene in due tempi ("Per posizionare la cornice di messa a fuoco", infatti, è necessario "premere il selettore verso l'alto e quindi usare il selettore o la ghiera di comando secondaria..."), mentre potrebbe benissimo avvenire in un solo passaggio, direttamente tramite la ghiera secondaria. Inezie, comunque.

La seconda, e ultima annotazione, è sul mirino ottico. Il mirino ottico è una cosa bellissima dal punto di vista tecnologico: visualizza un sacco di informazioni, è luminoso e modifica l'angolo di visuale adattandolo alla focale dell'obiettivo (in altre parole, "zooma" con l'obiettivo). Dal punto di vista pratico, però, copre solo l'85% dell'immagine; per chi non ha problemi a ritagliare - eventualmente - l'immagine in post-produzione, questo non è affatto un problema; a chi, come me, filosofeggia sull'integrità del fotogramma, può dare un po' di fastidio. Però è assolutamente meglio averlo che non averlo, e in alcune situazioni (ad esempio in presenza di immagini con forti contrasti) è sicuramente preferibile al mirino elettronico (se non fosse, mannaggia, per la copertura...).

Schema del mirino ottico della Fuji X20

Ed eccoci, di nuovo, alla conclusione. Non so se siete arrivati a leggere fino a qui, ma in tal caso vi ringrazio. Le conclusioni le avete già lette all'inizio, ma qui lo ripeto: la X20 è una fotocamera con un'elevata qualità d'immagine, realizzata e rifinita molto bene. Se cercate una compatta in grado di darvi grandi soddisfazioni, dovete prenderla seriamente in considerazione.

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