17 luglio 2013

Compatta, ma con un sensore micro-quattro terzi; abbinata allo zoom Lumix G 14-42 X Vario è pronta per qualsiasi viaggio.

Fotografia della Panasonic GX1 e del grandangolo 14mm f/2.5
La Panasonic GX1 con il compattissimo zoom 14-42mm ed il 14mm f/2.5
Cosa dire quando nello spazio solitamente occupato dalla sola reflex con il 50mm riesci a mettere una macchina da 16 megapixel, un grandangolo da 14mm f/2.5 (28mm equivalente), uno zoom 14-42mm f/3.5-5.6 (equivalente 28-84mm) e ti avanza pure un sacco di spazio?

Nulla, se non che la Panasonic GX1, e le due ottiche citate, sfrutta al massimo le potenzialità offerte dal formato micro quattro-terzi: dimensioni contenute e peso ridotto. Così non ti passa neppure per l'anticamera del cervello l'idea di lasciarla a casa.

E poichè (come già detto)

"The best camera is the one that's with you" (Chase Jarvis)

potrei benissimo finirla qui. Ma visto che per questa questa macchina fotografica ho sentimenti contrastanti, vado avanti a scrivere cosa mi è piaciuto, e cosa no.

Prima di proseguire, però, ecco molto sinteticamente le caratteristiche tecniche della Panasonic GX1:
  • sensore CMOS, Micro Quattro Terzi, 16.0 megapixels
  • sensibilità da 160 a 12800 ISO
  • innesto Micro 4/3
  • monitor LCD fisso da 3" e 460k pixel
  • autofocus a rilevazione di contrasto
  • compensazione dell'esposizione ±5 a step di 1/3 EV
  • braketing dell'esposizione ±2 (3, 5, 7 fotogrammi a step 1/3 EV, 2/3 EV)
  • tempi da 60 sec a 1/4000 sec
  • acquisizione di video nel formato MPEG-4 e AVCHD
  • risoluzione da 1920 x 1080 (60 fps) e 1280 x 720 (60, 30 fps), ma anche meno se interessa a qualcuno
  • supporto di memoria su schede SD/SDHC/SDXC
  • peso di 318 g
  • dimensioni di 116 x 68 x 39 mm

Iniziamo con quello che mi è piaciuto
La Panasonic GX1 è realizzata bene, ed è bella. Non ha un'estetica vintage tanto di moda, ma una bella linea classica pulita, che sarà bella anche tra qualche anno quando la moda sarà cambiata.
E' piccola, o almeno lo è per chi è abituato ad una dsrl, ma non leggera come le dimensioni ti porterebbero a pensare: ha un bel peso, di quelli che suggeriscono una costruzione robusta, fatta per durare.

L'autofocus è uno dei punti di forza delle mirrorless Panasonic. Rispetto alla Panasonic G5, tuttavia, con i soggetti in movimento veloce qualche errore di messa a fuoco lo ho avuto: forse Elena Sofia sta diventando troppo veloce? Alla fine, comunque, una foto accettabile si "porta a casa".

Fotografia di bambini che corrono nel prato

In tutti gli altri casi, che sia pieno giorno o notte, anche quando la luce è generalmente poca, l'autofocus generalmente non sbaglia un colpo. E la possibilità di scegliere il punto di messa a fuoco con una semplice pressione sul monitor e contemporaneamente scattare è una comodità pazzesca.

Ed ora la qualità d'immagine. In un corpo così compatto io non chiedo di più; fino a quando gli ISO sono bassi, infatti, la qualità di immagine non è troppo lontana da quella di una reflex APS-C (vedi il confronto con la 7D); solo quando gli ISO iniziano a salire (dai 640 ISO in su) l'età del sensore si vede.
Ma le foto sono usabili? Sì, dal 95% dei fotoamatori sì (ma ci sono fotocamere che fanno meglio, anche tra le micro quattro terzi)... è sufficiente guardare questa foto (scattata a 800 ISO): il rumore e la mancanza di dettaglio dà fastidio solo visualizzando la foto al 100% (quindi non nella maggior parte degli impieghi sul web o nelle stampe, cliccate sulle foto per ingrandirle).

Fotografia di due gattini, nero e grigio

Fotografia di dettaglio del pelo di un gatto grigio

Ribadisco, però, quanto già detto: in normali condizioni di utilizzo si apprezza la buona resa dei colori e dei toni della GX1 e la ricchezza di dettagli.

Fotografia di bocciolo di rosa bianca e rosa

Fotografia di un muro imbrattato di scritte

Qui sotto un dettaglio (crop al 100%) dalla fotografia precedente.


Il suo difetto?
Uno: che l'ho provata dopo la G5 (una delle macchine fotografiche più veloci, divertenti e intuitive mai usate) e, quindi, ho sentito tremendamente la mancanza dello schermo orientabile, del mirino elettronico e delle due ghiere per le regolazioni di tempo e apertura (insomma, la compattezza ha richiesto qualche sacrificio in termini di velocità operativa).
Se per voi, come per me, sono imprescindibili, c'è sempre la G5 - che si inizia a trovare a prezzo di saldo - e tra breve la G6. Altrimenti la GX1 può essere una soluzione interessante per entrare di prepotenza nel mondo del micro quattroterzi. Oltretutto, acquistandola on-line, adesso si trova in vendita a 390 euro, solo corpo, o poco più di 500 euro in kit con il 14-42mm powerzoom (che, da solo, costa almeno 350 euro).

I prezzi potrebbero scendere ancora un po' nelle prossime settimane, con l'approssimarsi della data di presentazione della Panasonic GX7 (fine agosto), l'erede della GX1 che dovrebbe avere mirino elettronico integrato orientabile, stabilizzazione del sensore a due assi, sensore da 18 megapixel e monitor basculante (ma tutto questo ben di Dio dovrebbe costare 1.000 euro o poco più).

Per finire, una stranezza che non sono riuscito a risolvere: pur cambiando nel menù il formato dell'immagine (ad esempio 1:1 o 16:9), sul monitor la scena inquadrata viene sempre proposta in formato 3:2, mentre il file immagine è correttamente salvato nel formato impostato (quadrato o largo). Le ho provate tutte, ma non sono riuscito a venirne a capo.



Giovanni B.

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