15 maggio 2013

Per il momento vivrò senza una Leica M - la prima volta da più di quarant'anni a questa parte.
(Michael Reichmann)


Fotografia della Leica M
La Leica M

Riporto (e traduco) solo le considerazioni finali di Michael Reichmann (Luminous Landscape), che fanno parte di un ben più lungo pezzo che vi consiglio di leggere per valutare appieno i motivi della sua scelta. L'articolo in questione lo trovate su The Luminous Landscape.
«La nuova Leica M mi ha sia soddisfatto, sia irritato. Soddisfatto per la superba qualità di immagine, e, naturalmente, per la possibilità di utilizzare la mia collezione di obiettivi su una fotocamera per la quale sono stati progettati, o forse dovrei dire su una fotocamera progettata per loro. 
D'altra parte, per me e per il mio modo attuale di lavorare ... , l'autofocus è diventato di rigore. Capisco e apprezzo la precisione di un telemetro, e mi è piaciuto usare questo tipo di macchina fotografica per questo lavoro. Ma ci sono molte altre situazioni - come quando devi viaggiare leggero - dove una telemetro si trova in difficoltà, ad esempio quando devi fotografare delle foglie. 
Ho venduto la mia M9 lo scorso autunno, prima di andare a svernare in Messico, pensando che avrei preso la nuova M non appena fosse uscita. Ma ora che ho avuto la possibilità di provarla - anche se solo per un giorno - non ho più tanta fretta di comperarla. Ho un paio di altre macchine fotografiche che fanno un ottimo lavoro con i miei obiettivi M e, pur non fornendo necessariamente la risoluzione o la qualità d'immagine della M, svolgono il loro lavoro piuttosto bene, e sono adeguati alle mie attuali necessità. 
Mi riservo il diritto di cambiare idea, anche in funzione dello stato futuro del mio conto corrente, ma per il momento vivrò senza una Leica M - la prima volta da più di quarant'anni a questa parte.» 
Michael Reichmann (The Luminous Landscape)

0 commenti:

Posta un commento