25 maggio 2013

La maggior parte di noi fotoamatori tratta la propria reflex come un gingillo di cristallo, adatto più alla vetrina di un salotto che allla strada o al fango. Eppure, le moderne DSLR sono molto più resistenti di quanto possiamo immaginare. Ovviamente NON vi consiglio assolutamente di ripetere a casa, con le vostre reflex, quanto vi sto per mostare, ma a trattarle con più tranquillità, questo sì.

ATTENZIONE: NON RIPETE GLI "ESPERIMENTI" DEI VIDEO  CHE STATE PER VEDERE CON LE VOSTRE MACCHINE FOTOGRAFICHE. State quanto meno certi che io, con la mia 7D, non lo farò MAI.

Nel primo video (pixelistes) una Nikon D3s viene bagnata, buttata nel fango, lasciata cadere da un'auto, congelata e bruciata. Nonostante tutto, continua a funzionare (anche se dubito che riusciranno a rivenderla come usato "simile al nuovo").



Nel secondo video (square trade), una Canon EOS 700D e una Nikon D5200 sono lasciate cadere da un'altezza di 1,2 metri (la presentatrice mi pare dica "4 feet drop", ma dal video mi sembrerebbero più in alto). Sostituite le ottiche, che si sono spezzate nel punto di innesto, entrambe riprendono a funzionare, seppur con alcuni danni sul corpo macchina.



L'ultima vittima è una Canon EOS 7D (video DigitalRev TV). Anche lei viene maltrattata pesantemente: viene investita da un camioncino, buttata giù dalle scale (ricordate la scena del La corazzata Kotiomkin ne Il Secondo tragico Fantozzi? Ecco, una cosa del genere), calpestata, congelata, usata come bersaglio in un tiro a segno, incediata. Nonostante tutto, continua a funzionare.



Anche se non capisco il senso di rovinare delle macchine fotografiche, anche questa storia ha una sua morale: possiamo non preoccuparci (troppo) della nostra macchina fotografica, e concetrarci (maggiormente) sullo scatto fotografico.

Giovanni B.

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