15 febbraio 2013

I fotogiornalisti Rick Gershon e Nathan Golon (di Mediastorm) hanno trascorso 10 giorni in Angola per documentare le attività del Mines Advisory Group, una ong che ha avviato una campagna per la raccolta dei fondi necessari per liberare questo Paese africano dalle migliaia* di mine terrestri antiuomo e anticarro che ancora ne infestano le campagne, triste eredità di quasi 30 anni di guerra civile. Il risultato è questo documentario "Surviving the peace - Angola", interamente girato con la Canon C300.

Mi sento in dovere di avvisarvi che il caricamento del filmato può essere fastidiosamente lento e, soprattutto, che alcune scene sono (giocoforza, visto l'argomento trattato) forti. Ma vale la pena vederlo.

After 30 years of civil war, the Angolan people live with daily reminders of conflict. 10 million mines and vast amounts of unexploded ordnance litter the ground, making every step a potentially life-threatening decision. See the project at http://mediastorm.com/clients/surviving-the-peace-angola-for-mag

Sul sito di Mediastorm potete trovare sia notizie sulla progettazione e realizzazione del video, sia la prova della Canon C300.

Via: The Digital Journalist


*Update: "Si può stimare che con elevata probabilità in Angola giacciono nascoste sulle strade e nelle campagne ancora da 3 a 4,5 milioni di mine inesplose. La maggior parte di queste hanno raggiunto negli anni il paese africano provenendo dalle maggiori nazioni dell'est europeo, da Cuba e dalla Cina, da sempre alleate militarmente o anche solo ideologicamente con il paese africano. Un dato, questo, che aiuta a capire le dimensioni del pericolo per le popolazioni locali. In Angola esiste tuttora una mina attiva o un UXO (ordigni bellici non esplosi, ndr) ogni tre abitanti." (Fonte: Pagine di Difesa)

0 commenti:

Posta un commento