27 ottobre 2012

di Giovanni B.

Fotografia della Panasonic Lumix DMC GH3 con impugnatura verticale

The Luminous Landscape ha pubblicato una "prima impressione d'uso" di una Panasonic Lumix DMC-GH3 in pre-produzione. Rinviandovi all'articolo (dall'eloquente titolo "Pushing the Hybrid Camera Boundaries") per i dettagli, mi limito a riportare alcuni aspetti messi in luce dalla prova:
  • Panasonic ha scelto di non lasciarsi coinvolgere nella corsa ai megapixel, "limitando" il suo sensore 16 megapixel: un numero più che sufficiente per stampare foto di qualità a doppia pagina su di una rivista e che ha permesso a Panasonic di ottimizzare le prestazioni del sensore in condizioni di scarsa luminosità.
  • fino a 1600 ISO la qualità dell'immagine è ottima (il firmware di pre-produzione non prevedeva ISO più elevati) e il rumore pressochè nullo in tutta la gamma;
  • le dimensioni sono leggermente superiori a quelle della GH2, più o meno quelle di una APS-C entry level: ma di entry level nella GH3 non c'è nulla, a partire da un corpo in lega di magnesio, tropicalizzato, e da un'ottima qualità costruttiva;
  • un corpo leggermente più grande ha permesso di sistemare dei pulsanti personalizzabili, scelta molto apprezzata;
  • si può mettere a fuoco con precisione in qualsiasi punto del monitor, anche negli angoli;
  • la qualità dei video è eccellente, l'unico limite è la creatività di chi la usa.
Le specifiche tecniche complete le trovate sul sito italiano di Panasonic e, ben più ricco, su quello statunitense. Vi lascio con un promo che mostra la Panasonic Lumix GH3 a 360° e, a seguire, con un corto (il già segnalato "Genesis", scritto e diretto da Bruce Logan, con Philip Bloom direttore della fotografia) interamente girato con la GH3.



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