28 ottobre 2012

«... il livello qualitativo della fotografi di matrimonio in Italia è bassissimo, a volte terribile, a volte penoso. Ci sono dei bravissimi professionisti, dei veri artisti, dei grandi creativi… ma sono pochi. E, accanto a questa bassa qualità, c’è un’arroganza e una sovrastima che crea cecità e mancanza di autocritica. Di sicuro non è – quella della fotografia di matrimonio – nè la decima, nè la centesima delle professioni più pagate, ma è – escluse le eccezioni – una delle più sovrapagate in Italia in rapporto alla qualità offerta e proposta: poca cultura visiva, poca capacità narrativa, poca tecnica, poco confronto con il mondo esterno (che non è fatto solo di fotografia, e specialmente non solo di fotografia italiana).»

Non ho riportato il commento di un cliente deluso da un servizio fotografico riuscito male o del solito esterofilo che "in Italia fa tutto schifo" mentre all'estero no: sono le parole di Luca Pianigiani (Jumper, Fotografo di matrimonio: il mestiere più "sovrapagato"?), uno che quando scrive di fotografia sa di cosa parla e che se scrive, scrive per amore della professione fotografica (e non per gettare fango sulla categoria).

Mi piacerebbe però sentire, in proposito, il pare di qualche fotografo di matrimonio: che ne pensate delle affermazioni di Pianigiani? Quali sono i problemi del vostro lavoro (lasciando stare gli aspetti fiscali e burocratici del lavoro)? Quali le possibili soluzioni?

Pianigiani sostiene di avere qualche idea in proposito... vi terrò informati.

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