28 dicembre 2011

E' da poco più di un mese che provo a sollevare una discussione su questo argomento: le fotocamere (reflex, mirrorless e compatte) sono sempre più potenti, sempre più precise, sempre più ricche di "gadget" (riconoscimento volti, scelta scatto migliore, fotografia panoramica, 3D, HDR, ...), ma di fatto nessun costruttore è stato ancora in grado di salire il gradino evolutivo della specie, integrando nella macchina fotografica le funzionalità di condivisione delle immagini che sono oramai scontate sugli smartphone.

State già storcendo il naso al solo sentire parlare di smartphone?
Lasciatemi scrivere ancora qualche riga, poi i commenti sono tutti a vostra disposizione.

Ad inizio novembre abbozzavo il concetto scrivendo, in sintesi:
"Fotocamere, tante novità, ma nessuna vera novità. ... A quando, quindi, una mirrorless con sistema operativo Android/iOS che mi permetta di utilizzare tutte le applicazioni fotografiche che desidero?". Concetto che riprendevo anche sulla pagina Facebook "Lumix Lifestyle Italia", di fatto senza alcun seguito. Come se fossi l'unico fesso (il che probabilmente è vero) a rilevare che se il modo di fotografare non è cambiato molto negli ultimi dieci anni, la condivisione delle fotografie ha subito una vera rivoluzione.

Costruttori, ve ne siete resi conto? Su alcune compatte e mirrorless sono comparsi timidamente alcuni effetti che richiamano i filtri Instagram, Hipstamatic, Vignette, Roidizer etc., ma questi sono solo il contorno di un piatto ben più sostanzioso: la voglia di condividere tempestivamente (e in questo i filtri sono un ottimo sostituto all'elaborazione con Photoshop) le proprie foto on-line con amici reali e amici virtuali.

Oggi leggo con piacere queste poche righe di André Gunthert: «Partito per fare delle spese in città incontro una fanfara che ci dà dentro con entusiasmo. Dilemma. Ho in tasca una eccellente compact Fujifilm X10, che scatta delle immagini magnifiche. Sì, però questa vorrei condividerla con la mia compagna, che è rimasta a casa. Un piccolo orologio a cucù istantaneo mi fa pensare, "io penso a te, guarda quello che anche io sto guardando". E quindi abbandono il superbo apparecchio e mi avvento sull’ iPhone, che mi permette di trasmettere la foto dal campo di osservazione.» (Fonte: LSDI, "Perché l’iPhone è un apparecchio fotografico ‘migliore’").

Bene, al di là delle Alpi c'è qualcuno che la pensa come me;  resta da vedere se qualche costruttore vuole raccogliere la sfida.

2 commenti:

  1. Forse perché le reflex servirebbero per lavorare, anche se oggigiorno ci sono più fotoamatori a caccia di insetti e tramonti a utilizzare fotocamenre da 2000 euro che professionisti, in quanto, col digitale, sono tutti geni della composizione. A un professionista interessa di avere una buona immagine sopra i 6000 iso piuttosto che pubblicare le foto su flickr...

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  2. Vero.
    Ma anche ad un professionista potrebbe interessare avere (in automatico) una copia su cloud delle proprie foto. Il mio telefonino, non appena aggancia una rete wireless, lo fa in automatico. Perchè non posso chiedere lo stesso servizio alla mia reflex? O la geolocalizzazione di un'immagine, senza dover comperare moduli aggiuntivi.
    Senza considerare che, come accenna anche lei, il grosso del mercato fotografico credo sia in mano ai fotografi occasionali ed ai fotoamatori, non ai professionisti (per i dati 2010 si veda Osservatorio digitale).

    Cordiali saluti

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