9 luglio 2011

Pubblico questa notizia così come l'ho ricevuta:
«Non è ancora pronto a rubare il mestiere ai fotografi in carne e ossa, ma è sulla buona strada.
Si tratta di un robot capace di scattare foto e scegliere le migliori inquadrature, capire i propri errori e correggersi, creato da Raghudeep Gadde dell'International Institute of Information Technology a Hydrabad, in India.
Gadde - secondo quanto riporta il magazine britannico New Scientist - ha trasformato in fotografo un robot già esistente, Nao, dotandolo di una fotocamera sulla "testa". Poi gli ha insegnato, mostrandogli un campione enorme di fotografie, a riconoscere le foto più belle e artistiche e a distinguerle da quelle che, invece, hanno poco valore fotografico.
Il ''robot-paparazzo'' è stato anche programmato per conoscere alcune delle regole di base della fotografia, come la "regola dei terzi" che vuole che il protagonista della foto non sia centrale su di essa (sic).
Il robot-fotografo, però, non e' ancora pronto a prendere il posto dei colleghi umani perchè manca di una dote fondamentale: riconoscere in autonomia il soggetto vincente da fotografare e non farselo sfuggire.» (Fonte: Ansa)

2 commenti:

  1. ah bè ma allora possiamo stare tranquilli. Esistono anche i tortellini industriali ma vuoi mettere la pasta tirata con "la canela" e il ripieno fatto come solo noi sappiamo fare?
    ci sono foto che sono stupende ma non dicono nulla, altre che evocano emozioni immense.
    Ci sono peculiarità personali in ognuno di noi. Il famoso valore aggiunto non è riproducibile.
    Con buona pace delle copie carbone.

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  2. Sì, Brunella, credo che i fotoreporter possano dormire sogni tranquilli. E, d'altronde, la maggior parte delle fotocamere compatte è già perfettamente in grado di mettere a fuoco sui volti della persone inquadrate, ed alcune addirittura scartano le fotografie in cui i soggetti hanno gli occhi chiusi... ma il ritratto fotografico rimane pur sempre un'altra cosa :)

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