15 luglio 2010

Del pessimo trattamento che i nostri principali quotidiani riservano alla fotografia si è già scritto, ma questa volta abbiamo passato il segno: il Corriere della Sera è riuscito a pubblicare ben due fotografie mosse (e non parlo di mosso creativo), due sulle undici che formano il reportage "La gente di Gaza" (foto di Alessandro Gandolfi*).
Peccato, perchè l'articolo di Lorenzo Cremonesi ("Gaza, attacco alla modernità", cui è stato abbinato il reportage fotografico di Gandolfi) tratta un tema ancora poco discusso: "Hamas è legata ai Fratelli Musulmani e l'Iran. Controlla una base territoriale, ha un progetto più pan-islamico e molto meno nazionalista. Non cerca il compromesso, vede Gaza come il rilancio della guerra santa globale".

E poichè piove sempre sul bagnato, giusto un giorno prima anche il The New York Times aveva deciso di dedicare un po' d'attenzione a Gaza: andata a vedere la galleria fotografica "Locked in Gaza" (fotografie di Shawn Baldwin e Kadir van Lohuizen) e poi ditemi se sono io che sbaglio, se sono io ad essere un esterofilo.

Io sono orgoglioso di essere italiano, ma non posso fare a meno di domandarmi perchè gli statunitensi appaiono sempre impeccabili nel loro lavoro, e noi pubblichiamo due fotografie mosse?

[* come emergerà in seguito da uno scambio di e-mail con Alessandro Gandolfi, che è quindi incolpevole, le foto mosse non sono sue, ma sono finite nel portfolio per uno sbaglio (sic) del Corriere. Oh my God]

1 commenti:

  1. Ciao, sono Alessandro Gandolfi, l'autore delle foto in questione. C'è stato un errore, le ultime due foto alle quali tu fai riferimento non sono del sottoscritto e non appartengono al mio reportage. Sono state inserite nella gallery del Corriere per sbaglio, e spero vengano presto tolte... Saluti, ag

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