27 maggio 2010

Ai nostalgici delle nottate trascorse in camera oscura segnalo l'articolo "the joy of the contact sheet"; chi si è trovato a stampare i propri negativi a contatto, schiacciati tra la carta fotografica e una lastra di vetro, può condividere la mia "nostalgia".

Ma, dato che lavorare le immagini è senza dubbio più confortevole (non mi dilungo su questo aspetto, perché del freddo preso nella camera oscura ne ho già parlato qui, qui e qui!), ricordo che -in questa era della fotografia digitale- l'effetto della stampa dei provini a contatto può essere riprodotto con Photoshop (et similia).

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