23 aprile 2010

Homo sum nihil humani alienum mihi esse puto*


Se in questo blog, oltre che di macchine fotografiche, mostre di fotografia e ottiche, cerco di parlare anche di fotogiornalismo è perchè credo che il fotogiornalismo sia uno strumento fondamentale per farci conoscere quel mondo (bello o brutto che sia) che si muove appena al di fuori dalle nostre case, eppure è a noi estraneo.
Per questo segnalo una nuova uscita del The Witness Journal, o parlo di una fotografa come Tatiana Cardeal, o riporto i dibattiti sui temi di fotogiornalismo e fotografia sociale.

Aderendo all'appello di Medici Senza Frontiere (MSF) non pubblico, oggi, neppure una foto nè rimando a foto: credo, tuttavia, che il loro "Rapporto crisi dimenticate 2009" -quasi come una fotografia- ci pone di fronte realtà a noi molto lontane (per fortuna, aggiungerei), dimenticate ma che coinvolgono drammaticamente milioni di persone.
Anzi, persone è un termine un po' troppo astratto, quasi da analisi statistica. E' meglio, piuttosto, parlare di bambini -come i nostri che aspettano, la sera, il ritorno a casa di mamma e papà-, di genitori come me e come alcuni di voi cui il destino ha, tuttavia, riservato sfide enormi e drammatiche.
MSF invita tutti, anche i mezzi di informazione, a non abbassare la guardia, a non lasciare cadere nell'oblio "le crisi umanitarie e le persone che ne sono vittime in tutto il mondo", nell'illusione che tutto il mondo viva nella nostra ricchezza e tranquillità. Per dirla con le parole del fotogiornalista Reza Deghati:

"The image that I have is that the rich countries in the world are like a big Titanic where everything is regulated inside. You have different rooms – First-Class, Second-Class – you have a place to sleep and everything is working. [...]
Sometimes we (the photojournalists, ndr) jump out to go and see what is happening outside. What we find is that... My God, this boat is sailing in an ocean of fire and blood, everywhere. People are dying. Living in horrible conditions. Just holding onto some broken piece of wood with a family in the ocean, while the Titanic is just moving around them, sometimes even destroying them."


I blogger e i giornalisti possono dare il loro contributo aderendo alla campagna "Adotta una crisi dimenticata"; tutti possiamo contribuire inviando ai nostri amici questo post, il "Rapporto crisi dimenticate 2009" di Medici senza Frontiere o contribuendo a far conoscere le storie di quelle persone vittime di guerre, catastrofi naturali, epidemie e carestie di cui nessuno più parla.


* "Sono un uomo: di ciò che è umano nulla reputo a me estraneo" (Publio Terenzio Afro, Heautontimorùmenos)

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