1 marzo 2010

Stephen Shore, Second Street, Ashland, Wisconsin, July 9, 1973Second Street, Ashland, Wisconsin, July 9, 1973 © Stephen Shore

Biographical Landscape. Fotografie di Stephen Shore 1969 –1979
26 Febbraio - 25 Aprile 2010
Museo di Roma in Trastevere
Orario: Martedì-domenica ore 10.00-20.00

Biographical Landscape, è una mostra che che offre l’opportunità di rivisitare -attraverso oltre 160 fotografie- l’importante lavoro svolto da Stephen Shore, uno tra i più rilevanti e influenti fotografi americani della seconda metà del secolo.

La mostra è divisa in tre sezioni. Nella prima sezione le fotografie dal 1973 sono associate a presentazioni parziali di American Surfaces (1972), riviste e arrangiate come nella prima esposizione avvenuta nel 1972 a The Light Gallery. Nel 1973 Shore passò dalla fotocamera 35mm, utilizzata per American Surfaces, al banco ottico. Questa sezione della mostra si concentra sul lavoro di Shore influenzato dalla Pop Art americana ed include la collezione privata di cartoline dell’artista, l’edizione di cartoline di Amarillo in Texas e la collezione di fotografie emerse con evidenza in All The Meat You Can Eat, una mostra curata da Shore nel 1972.

Il periodo dal 1974 al 1976 è rappresentato da una serie di 25 fotografie, tutte appartenenti al lavoro Uncommon Places. Tra il 1974 ed il 1976 Shore sviluppa un approccio formale alla realtà, concentrandosi su prospettive lineari. In questa fase rappresenta in primo piano gli elementi biografici, non solo attraverso i titoli dei lavori, dei quali prende nota meticolosamente, ma registrando anche, durante tutto il progetto, la loro realizzazione nel tempo e nello spazio: la posizione assunta da Stephen Shore nei paesaggi che rappresenta va a definire molto precisamente il punto focale delle immagini stesse. Le fotografie sono esposte in modo tale da mostrare il punto di vista del fotografo e quello del visitatore, i quali incrociandosi vanno a collimare nello stesso punto prospettico.
Nei lavori dopo il 1976, Shore ha un approccio diverso alla fotografia panoramica. Il gruppo di 21 fotografie introduce alla terza fase di Uncommon Places, caratterizzata dall’assenza di punti focali o punti prospettici. Ritraendo la fotografia in una superficie di tipo murale, Shore indica la realtà aldilà della visione fotografica.

Nel 1980 Shore si trasferisce in Montana e comincia a fotografare i panorami con un approccio di tipo classico, molto differenti da quelli rappresentati in Uncommon Places. Concettualmente, queste fotografie mostrano profondamente la negazione della prospettiva che Shore sapientemente articola nella fase finale di Uncommon Places.

L’interpretazione del lavoro di Shore in relazione ai periodi artistici, come i lavori di Ed Ruscha o di On Kawara, aiuta a comprendere ulteriormente il suo lavoro come un processo in evoluzione volto alla ricerca di un’identità. Mettendo in relazione i processi di costruzione di differenti individualità artistiche nella pratica fotografica, questa esposizione, Biographical Landscape: The Fotografie di Stephen Shore 1969–1979, cerca di trovare nuovi significati al lavoro di Shore e di stabilire un’accurata comprensione della fotografia come istituzione sociale.

La pubblicazione è stata edita originariamente dalla Fondazione Aperture nel 1982 ed è rimasto per molto tempo fuori catalogo. La nuova versione è intitolata Uncommon Places: The Complete Works – collezione definitiva dei lavori originali, molti dei quali mai pubblicati né esposti – è stata presentata nella primavera del 2004 dalla Fondazione Aperture in un’edizione rivisitata. La mostra coglie l’occasione di questa pubblicazione per esaminare le interrelazioni del lavoro di Shore dal 1968 al 1993 includendo il lavoro Biographical Landscape.


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