11 novembre 2009

Le fotografie che pubblichiamo su Internet sono al sicuro?

La risposta è, lo sappiamo, "no", ma questa domanda se l'è posta anche l'American Society of Media Photographers, che ha esaminato e pubblicato un'analisi delle Condizioni di Servizio (TOS, terms of service) di Facebook, Photobucket, Flickr, MySpace, YouTube e Twitter.
Ne emerge che, se in nessun caso i TOS rivendicano diritti sulla proprietà intellettuale dei contenuti pubblicati, tutte le società si riservano comunque il diritto di modificare in ogni momento i TOS stessi. Gli utenti medi, inoltre, non leggono le condizioni di servizio; cliccano e... via. Il problema, quindi, è cosa possono fare gli utenti con i contenuti pubblicati, non solo cosa le condizioni di servizio permettono di fare.
L'analisi, inoltre, evidenzia che le condizioni di servizio di MySpace e Facebook disciplinano le attività sui rispettivi siti, ma non dicono nulla su ciò che gli utenti possono fare con le foto al di fuori del sito (e la distinzione a quanto pare non è solo teorica, dal momento che con pixable è possibile stampare un album fotografico con qualsiasi immagine presente su Facebook).
Ancora, l'analisi riferisce che Photobucket si riserva il diritto di stampare o riprodurre le fotografie caricate sul sito: "Photobucket and/or other Users may copy, print or display publicly available Content outside of the Photobucket Services, including without limitation, via the Site or third party websites or applications (for example, services allowing Users to order prints of Content or t-shirts and similar items containing Content)."

Cosa fare, quindi? Dal momento che nessuno vuole suggerire di abbandonare Internet, il consiglio è quello di inserire il proprio logo, magari come watermark, sull'immagine e, soprattutto, pubblicare on-line solo immagini a "bassa risoluzione" (o meglio, immagini piccole che non consentano stampe se non a bassa risoluzione).
Anche inserire i riferimenti per il copyright nei metadata della fotografia è utile, ma bisogna essere consapevoli che ""some sites, such as Facebook and MySpace, strip that information as a result of the software they use to manipulate and post files".

Leggi tutta l'analisi sul sito dell'ASMP.
Fonte: pdn

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