2 settembre 2009

Tra compatte e reflex sono alla ricerca di una terza via, quella che una volta -nell'era ancestrale della pellicola- era occupata da macchine come la Nikon FM3 (e scusatemi se mi ripeto).

Le compatte sono piccole e leggere, innegabile, ma questa comodità si paga con una bassa qualità delle immagini (in particolare, lo sfuocato e la resa alle alte sensibilità),  con il limitato controllo sull'esposizione e sulla messa a fuoco, con il vincolo della lente fissa. Le reflex sono, come sappiamo, esattamente l'opposto: i vantaggi dell'una sono gli svantaggi dell'altra, e viceversa.
A unire il meglio delle due categorie ci ha già provato, poche settimane fa, l'Olympus con la PEN E-P1, convincente ma (secondo il giudizio di dpreview) con alcune piccole pecche.

Ora è la volta di Panasonic con la DMC-GF1, basata come Olympus sul sitema "Micro Four Thirds": una via di mezzo (per dimensioni) tra il mondo delle compatte e quello delle reflex, che promette -tuttavia- la qualità di una reflex.
E sembra che Panasonic, con la GF1, abbia fatto centro. Ecco cosa scrive dpreview nella "hands-on preview": "When we reviewed the Olympus E-P1 we commented that it was a camera you'd buy with your heart; with the GF1 there's now an option for those who like to buy with their head, too." (In sintesi, la Olympus E-P1 è una macchina fotografica che si compera con il cuore, la Panasonic GF1 si compera anche con la testa).

E, in effetti, le fotografie di prova pubblicate sembrano soddisfare le esigenze sia in termini di sfuocato, sia di resa alle alte sensibilità. Abbinando poi il corpo macchina all'ottica da 20 mm (equivalente ai 40 mm del formato 35mm), ne risulta anche un insieme realmente compatto.

Dopo Olympus e Panasonic, quanto dovremo aspettare per vedere le proposte dei giganti del settore (Canon e Nikon)?


Giovanni B.

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