3 novembre 2008

Perdendo un po' di tempo a studiare ritratti fotografici su Internet (a proposito, vi segnalo anche Photo.net) ho iniziato a focalizzare alcune riflessioni sul ritratto fotografico. Ovviamente, sono assolutamente personali e non pretendono di essere condivise da tutti. Partiamo dalla premessa che un ritratto fotografico dovrebbe permettere all'osservatore di comprendere qualcosa della persona ritratta. Pertanto:
  • il web è pieno di volti rugosi di anziani/contadini/operai, ed il primo-piano (abusato in questi casi) dice veramente poco;
  • il web è pieno di primo-piani e di mezzi-busti di ragazze/donna che non dicono nulla;
  • il web è pieno di bambini che sorridono / piangono / guardano il fotografo stupiti;
  • il ricorso al primo-piano priva l'osservatore dei riferimenti all'ambiente in cui è collocato il soggetto;
  • idem per lo sfocato eccessivo che rende illeggibile lo sfondo. In materia per me è (generalmente) di riferimento la profondità di profondità di campo delle fotografie di "The Sartorialist", cucita attorno al soggetto (sempre su "The sartorialist" vale la pena osservare anche l'uso del controluce per dare risalto alla persona fotografata);
  • l'uso di un'ottica grandangolare nei ritratti è "folle" e difficilissimo, ma i risultati possono essere strabilianti. Per approfondire l'argomento (riferito in questo caso all'uso di ottiche grandangolari nella fotografia di moda) segnalo il post "Shooting fashion wide";
  • è più facile ottenere una fotografia ad effetto con il bianco e nero che con il colore.
Per carità, queste non vogliono essere critiche visto che ancora io non oso cimentarmi in questo genere, ma solo riflessioni in questa fase di studio.

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